sabato 3 dicembre 2016

Lush Lush Lush/ Review

Ciao a tutte!
Non è un mistero che ami i prodotti Lush e tra i miei finiti del periodo abbiamo ben quattro scatole: due bocciati e due super-promossi. Quali saranno?


I bocciati (senza pietà)

Come ogni grande amore che si rispetti, arriva il momento della prima, vera delusione. Alla ricerca di una crema piedi, gironzolando nel mio negozio Lush preferito, mi imbatto nella Pink peppermint, una gradevole crema rosa shocking che promette idratazione e profumo per i miei piedoni.
Grave errore: l'ho odiata da subito. Non lascia nessun profumo, ha una consistenza scivolosa, non si asciuga mai, macchia ogni cosa con cui viene in contatto e, ciliegina sulla torta, non idrata affatto. Per smaltirla più in fretta l'ho utilizzata come impacco per i piedi, di notte, con vecchi calzini. Ma è stata davvero una delusione.
Altro prodotto (e altra catastrofe): la Ro's argano body conditioner. Dovrebbe essere una lozione idratante e profumata: gli ingredienti promettevano bene, a base di rose e di olio di argan. Peccato che l'idratazione sia in realtà appiccicume e il profumo niente affatto gradevole: è dolciastro e non ricorda per nulla le rose. Ho faticato molto a smaltirla, per fortuna era una versione mini!

I nuovi amori

La Dream cream è uno dei best sellers Lush e non mi stupisco: è una crema ricca ma di facile assorbimento, con un profumo molto delicato. Io l'ho usata anche come crema mani e l'ho trovata una coccola per la pelle. Si applica sulla pelle asciutta, preferibilmente dopo la doccia (o il bagno con una delle palle profumatissime sempre della Lush) e idrata perfettamente, lasciando sulla pelle idratazione e confort. In casi di emergenza, vista la delusione di cui sopra, l'ho utilizzata anche come crema piedi e non si è comportata affatto male. Non l'ho provata sul viso, ma solo perché ho la sensazione che sia troppo grassa per la mia pelle (anche perché sto usando una meravigliosa crema viso, sempre Lush, di cui vi parlerò presto). Appena il mio progetto di smaltimento di tutte le creme corpo/piedi/viso sarà ultimato penso proprio che la riprenderò!
Avete presente quei giorni in cui vi svegliate con la pelle devastata, un brufolo inopportuno e la voglia di coprirvi con un sacchetto per evitare di uscire di casa? Ecco, in questi casi la maschera Cosmetic warrior potrebbe essere proprio ciò che cercate. Fidatevi di ciò che è scritto sulla confezione: puzza. Da morire (non solo un po'). Ma è miracolosa. Abituata ai profumatissimi prodotti della Lush, non mi aspettavo il tanfo infernale che si sprigionava ogni volta che la aprivo! Tenendola in frigo, poi, devo ammettere che ero preoccupata del rischio appestamento. Per fortuna, nulla di tutto ciò è accaduto e ne è valsa davvero la pena. Per la mia pelle mista con qualche imperfezione è stata una manna dal cielo: sopportato l'olezzo, la pelle era morbida, purificata e idratata allo stesso tempo. La grana della pelle era molto migliorata e solamente la scadenza estremamente ravvicinata delle maschere Lush mi trattiene dal farne scorta a vita. So di ragazze che l'hanno congelata in mono porzioni ma io non ho mai provato e temo perda l'efficacia. Di sicuro al prossimo back to Lush sarà di nuovo tra le mie grinfie!

E voi? Avete provato questi prodotti? Quali sono i vostri preferiti della Lush? C'è qualcosa che vi ha deluso e non ve l'aspettavate? Fatemi sapere nei commenti!

Alla prossima!

sabato 19 novembre 2016

Prodotti finiti del periodo/ Parte I

Ciao a tutte!
Ormai è un bel po' di tempo che non aggiorno il blog e me ne dispiace. Purtroppo è stato un periodo faticoso e difficile, non ho avuto tempo praticamente per nulla. Chi mi segue su instagram saprà che ho usato tanti prodotti, alcuni validi, altri meno e ho pensato di scriverne un po' più diffusamente qui sul blog. Vista la lunghezza del post, ho deciso di dividerlo in due parti: in questa prima vi parlerò delle minisize e campioncini provati; nella seconda, dei prodotti full size.

Mini taglie e campioncini

In partenza per le vacanze questa estate, ho tirato fuori i miei beauty case e mi sono resa drammaticamente conto di essere sommersa da minitaglie e campioncini di ogni genere: dalle creme viso ai fondotinta, dal mascara allo shampoo, dalle matite occhi agli eye-liner, per non parlare delle mini terre, mini blush e mini rossetti. Insomma, potrei fare il giro del mondo in 80 giorni e non riuscire a usare tutti i campioncini che posseggo.
Visto che, per ora, un viaggio intorno al globo è improbabile, ho deciso di fare una bella cernita e iniziare a testare/finire una buona fetta delle mie minisize.
Partiamo dai flop!


La crema contorno occhi rivitalizzante e rassodante Herborist era parte di un cofanetto (che non mi era piaciuto) piuttosto ricco, che prevedeva due maschere viso, una crema viso e questa crema per il contorno occhi. Come per gli altri prodotti, neanche questo mi ha convinta. La quantità è stata più che sufficiente per farmene un'idea: non solo non ho notato nessuno dei due effetti promessi, nonostante un uso quotidiano per diverse settimane. Infatti, un paio di volte mi ha irritato gli occhi e il fastidio è continuato per un paio d'ore. Ho usato questa crema solo come base per il trucco, visto che come crema notte si era rivelata del tutto insufficiente. Per una crema che, in full size, costa 40 euro, direi che è bocciata senza pietà! La mia adorata Kiehl's all'avocado non ha ancora trovato un degno sostituto.



Continuando le bocciature, ecco a voi uno dei mascara più famosi al mondo: il Better than sex Too faced. Ho ben due minisize di questo mascara e ho voluto provarlo ben bene prima di pronunciarmi ma purtroppo non mi sono ricreduta. Premesso che a me non sbava nessun mascara, neanche quelli di pochi euro del supermercato, mi sono ritrovata ogni volta con il Better than sex fin sotto l'occhiaia. Sull'effetto niente da dire: volumizza molto, l'effetto drammatico c'è ed è anche abbastanza difficile da struccare ma sbava da morire. Non solo con il caldo, ma anche col freddo, la pioggia, insomma in ogni condizione meteo. A mai più.


Deliziose sorprese sono state, invece, queste due creme: la Crema corpo Omia laboratories all'olio di mandorla e la Crema giorno nutriente all'olio di argan del Dr. Organic. La prima ha un profumo intenso di mandorle amare e idrata senza ungere: la pelle era asciutta ma non tirava, mi ha davvero conquistata. L'acquisterò certamente quando avrò finito le altre creme già aperte: è un marchio da tenere d'occhio, l'Omia (ho preso due maschere per capelli favolose, ve ne parlerò a breve): è economico, si trova facilmente e sono prodotti efficaci.
La crema del Dr.organic mi è piaciuta: il profumo è delicato e non persistente, si assorbe abbastanza in fretta e lascia la pelle morbida. L'unico problema è che per me è troppo ricca, quindi l'ho usata come crema da notte (e con soddisfazione). Non l'acquisterò solo perché per le mie esigenze di pelle mista non è adatta.


Sempre nel reparto creme&co. ecco tre prodotti che hanno soddisfatto in pieno le mie esigenze nel passaggio tra l'estate e l'autunno: la crema viso Even better skin tone correcting moisturizer della Clinique, il contorno occhi All about eyes serum Clinque e il siero detossinante rigeneratore cellulare intenso One essential di Dior. Non vi nasconderò che è esclusivamente il costo molto elevato che mi impedisce di comprare immediatamente la full size di questi 3 prodotti.
Iniziamo dalla crema viso: è un idratante da giorno che serve, in teoria, a prevenire le macchie scure e ha anche un spf 20. Quello nella foto è solo una delle tre minisize che ho utilizzato e che, complessivamente, era quasi pari alla full size: ho potuto così farmi un'idea molto precisa di questa crema, avendola utilizzata a lungo. L'ho usata soprattutto di giorno, sotto al trucco e non mi ha creato nessun problema (ulteriore) di lucidità; si assorbe bene, senza creare difficoltà alla stesura del fondotinta; la pelle è distesa, morbida ma non unta e non tira. Mi è piaciuta davvero tanto, soprattutto nelle giornate più fresche e sicuramente è perfetta per l'autunno. Purtroppo, ho già almeno tre creme full size aperte per l'inverno e acquistare questa sarebbe uno spreco. Rimanderò alla primavera, quando avrò smaltito le altre e tornerà il sole (utile l'spf 20, visto che d'inverno non uso protezione solare sul viso). Au revoir.
Ciò che mi è piaciuto di più del contorno occhi è l'applicatore con una pallina mobile di metallo che distribuisce il prodotto e fa anche un piccolo massaggio che sgonfia l'occhiaia. Purtroppo ho visto che la full size non ha questo applicatore e già mi fa desistere dall'acquisto. La formula è leggera, a metà tra il gel e la crema; l'ho trovata ottima sotto il trucco e la mattina il massaggio era proprio piacevole. Peccato. Avendo già il Pep start, apprezzo la skincare Clinique per il contorno occhi. Ma nemmeno questo, sebbene per poco, ha spodestato la crema all'avocado del mio cuor.
Last but not least, il siero Dior: frutto di un momento di follia di una gentile commessa, che mi aveva riempito la borsa di campioncini di questo siero (almeno 8), ho potuto facilmente innamorarmene. Purtroppo, aggiungo, perché è veramente carissimo (siamo sugli ottanta euro la versione più piccola).
Ad ogni modo l'ho provato come siero notte, prima della crema abituale e devo ammettere che faceva davvero la differenza: al mattino la mia pelle era più morbida, idratata ma non appesantita, distesa e più fresca. I campioncini mi sono durati parecchio ma non penso che spenderei tanto per un siero, almeno finché la pelle è abbastanza giovane da reggere ai segno del tempo.


Infine, un fondotinta: sappiamo tutti quanto sia difficile avere una bustina di fondo da provare a casa, con calma e senza le infernali luci dei negozi. Infatti, questo campioncino l'ho trovato in una rivista! 
E' il fondotinta Helena Rubinstein Spectacular (colore biscuit): miracolosamente, il colore non era troppo lontano dal mio (è il secondo colore più chiaro della gamma). Io ho una pelle chiara ma non diafana e con un po' dell'abbronzatura dell'estate (che mi è durata tantissimo) il colore era giusto.
Mi ero decisa a provare tutte le bustine di fondotinta perché sono sempre scure e ho approfittato del mio colorito più abbronzato per trovare qualche nuova chicca: la base perfetta è una mia ossessione e ho provato davvero tantissimi fondotinta/bb/cc cream alla ricerca dell'effetto migliore per la mia pelle (mista, che si lucida facilmente e che non è più quella di un ventenne). Avevo già provato qui un fondotinta della Helena Rubinstein e mi ero trovata malissimo: mi lucidavo dopo pochissimo e il fondo sembrava scivolare sulla pelle senza fissarsi (anche con la cipria, ovviamente). Questo è sicuramente più adatto a me, ma non mi ha convinto appieno: la mia pelle cambia molto durante le stagioni e soffre molto l'umidità, il caldo e gli sbalzi di temperatura (si arrossa facilmente). Per questo ogni stagione devo cambiare fondotinta e ogni giorno ne alterno un paio per adattarsi meglio alla situazione della pelle: questo fondo regge bene a un caldo non troppo intenso e mantiene la pelle abbastanza asciutta, tuttavia non mi ha conquistata né per durata (un paio d'ore) né per comfort. Soprattutto ora che ho trovato un meraviglioso fondotinta che sto usando con molta soddisfazione (farò a breve un post perché di questo fondo non se ne parla molto).

E voi? Prodotti finiti questa estate? Vi piacciono le minisize? E riuscite ad ottenere i tanto sospirati campioncini? Fatemi sapere nei commenti!

Alla prossima!

giovedì 1 settembre 2016

S.O.S. Flop: 5 prodotti e 5 idee per riciclare i prodotti più odiati

Ciao a tutte!
Visto che è il primo settembre, mese di buoni propositi, ho pensato a una breve lista di 5 prodotti odiati che però sono ancora recuperabile (con un pizzico di ingegno).
Ecco la mia Top 5 dei flop peggiori degli ultimi mesi:

Preso l'estate scorsa con la promo Pupa (e pagato, quindi, la metà di quanto costi ora), l'Extreme matt powder foundation Pupa non mi ha convinto granché. Ho avuto modo di aprirlo e provarlo solo questa estate poiché avevo finito i miei fidati fondotinta compatti. Dal nome avevo intuito che fosse estremamente matt ma francamente da solo è inutilizzabile: io ho la pelle mista d'inverno e decisamente grassa d'estate, eppure non sono riuscito a usarlo sulla pelle 'asciutta'. Mi evidenzia le poche pellicine che ho e lascia un effetto incartapecorito non proprio piacevole. L'ho relegato a due usi: cipria da ritocco e, come vedrete adesso, fondotinta da abbinare a una bb cream molto oleosa.


Eccola qui: la bb cream più unta della terra: Estèe Lauder Day wear BB (02 medium). Come avrete facilmente intuito, non sono esattamente scura di carnagione: in estate, quando sono fortunata e mi abbronzo, posso arrivare a un N20 Mac ma non di più. Questa BB cream di uno dei miei brand preferiti è scurissima per me, pur essendo appena medium come colorazione. Primo problema, la posso usare solo d'estate. Secondo problema, d'estate è praticamente grasso aggiunto sulla mia pelle (che non ne ha bisogno di certo). Risultato: per non cestinarla (era una mini-size ma dispiace lo stesso buttare 10€!) l'ho abbinata al fondotinta compatto Pupa che vedete qui sopra. Insieme, sono quasi decenti e la durata è più che buona (avevo fatto già una prova con altri fondotinta compatti qualche tempo fa).


Già inserito nei prodotti finiti della primavera, il Balsamo struccante sotto la doccia Nivea è stata una delusione: non struccava il mascara e restava una sensazione di appiccicoso sulla faccia, costringendomi ad una doppia detersione del viso. Bel risparmio di tempo! Ho trovato però un uso alternativo (e così sono riuscita a finirlo): al posto della schiuma da barba per passare il rasoio. Io ho una pelle molto delicata ed è difficile che non si arrossi quando mi depilo. Con questo balsamo, in effetti, la lama scorreva meglio e non ho avuto bruciori. Ovviamente, non lo ricomprerò ma almeno sono riuscita a finirlo.


Ancora uno struccante, questa volta oleoso: orfana dell'olio di cocco, ho voluto provare questo l'Oreal olio straordinario struccante. Abituata all'olio di cocco (30 secondi per massaggiare e veniva via ogni traccia di trucco dagli occhi, perfino quell'ostinato mascara Benefit They're real), questo è stato uno shock: devo strofinare tantissimo per togliere il trucco, se per caso finisce negli occhi brucia da morire e, inoltre, non elimina tutti i residui e sono costretta a ripassare tra le ciglia l'acqua micellare. Una vera seccatura. Riciclo perfetto come olio per togliere i residui di cera dalle gambe dopo la depilazione. Questo è il motivo per cui è ancora praticamente intero e chissà quando riuscirò a finirlo!


Last but not least, devo inserire tra i flop anche questo bel matitone occhi Kiko color up long lasting eyeshadow n 33 likable blackberry. Il colore è bellissimo: un prugna-viola intenso e dal finish satinato. Peccato sia impossibile da sfumare, il colore faccia a pugni con il mio incarnato e il risultato è sempre a macchie.
Mi dispiace troppo cestinarlo, così lo uso come punto di colore in un make-up neutro, cercando di sfumarlo con le dita o con un pennello a setole molto fitte.


E voi? Quali sono i vostri flop del periodo? Qualcosa in comune? Raccontatemi le vostre esperienze disastrose nei commenti!

Alla prossima!

giovedì 25 agosto 2016

DRAMATAG: 5 things I've loved this summer

Ciao a tutte!
Questa estate sono stata un po' latitante ma tornerò presto per raccontarvi tutto. Intanto, scaldo i muscoli arrugginiti con un nuovo dramatag, stavolta dedicato alle 5 cose che più abbiamo amato dell'estate 2016.


La scoperta dell'estate: Aloe dermo-gel Equilibra. E' stata la mia salvezza per punture d'insetto, scottature solari, post-ceretta. Presa al supermercato senza troppa convinzione, sarà il mio must have per le prossime estati.
Capelli: tasto per me dolentissimo (un esempio delle mie disavventure lo trovate qui). Se addomesticare le chiome è difficile, in estate diventa quasi un'impresa disperata. Sono ricorsa così al Sunny day Lush (ne avevo già brevemente parlato qui) e ho trovato la mia salvezza: l'ho usato come districante post-spiaggia, per tenere in piega i capelli durante l'asciugatura sia al sole che con l'asciugacapelli, perfino come spray protettivo durante l'esposizione al sole/mare/piscina. Risultato? Non proprio chiome alla Gisele ma almeno un decente riccio/mosso che fa tanto beach waves (o sono-appena-uscita-dalla-doccia-e-non-ho-la-spazzola, non ho ancora capito bene la differenza).
Nella lunga lista di detergenti viso da me usati nell'ultimo periodo, menzione speciale merita questa Mousse detergente illuminante Collistar: delicatissima ed efficace, ha il duplice vantaggio di togliere tutte le impurità senza lavare via l'abbronzatura. E' ancora a metà perché ne basta pochissima per tutto il viso. Da ricomprare appena avrò finito la marea di gel/mousse/latte che uso per lavarmi il viso mattina e sera.
Semplicemente irrinunciabile l'acqua termale Avène: post-depilazione sulle gambe, in spiaggia per combattere la calura, come step ulteriore dopo la pulizia del viso, per rinfrescare un trucco un po' cakey (mi succede spesso in estate perché sudando molto e avendo la pelle grassa, a volte esagero con la cipria). Ne ho già due piccole di scorta più una della Caudalie di riserva.
Last but not least, il nuovo acquisto: l'e-reader Kobo. Come voi sapete, amo moltissimo leggere e cercavo qualcosa che mi consentisse di portare con me quanti più libri possibili senza rischiare di sfondare le borse (true story). Il Kobo, autoregalo (in sconto), sta soddisfacendo le mie richieste ed è davvero comodissimo. Mi piace ancora la carta stampata ma sto apprezzando davvero la duttilità di questo strumento!

Grazie a Drama per i suoi bellissimi tag e partecipate numerosi! Sono molto curiosa di leggere la vostra Top five!

Alla prossima!

lunedì 18 luglio 2016

Viaggi - Tips&tricks per lunghi itinerari / Stati Uniti d'America

Ciao a tutte!
Oggi ho pensato a un post un po' diverso dal solito. Si parla di viaggi (qui il primo post sul tema) e ho pensato di raccontarvi un po' la mia esperienza negli Usa, ormai qualche anno fa.
Mi considero una viaggiatrice medio esperta: ho sempre viaggiato fin da piccola, prima con i miei genitori, poi con le amiche, infine con la mia metà. Sono stata in ostelli da 5 euro al giorno e in hotel a 5 stelle, in camper e in tenda, ho dormito in appartamenti di villaggi-vacanze e in corridoi di navi; insomma, ho raccolto una discreta quantità di esperienza e spero che ciò che ho imparato possa essere utili alle aspiranti viaggiatrici!

Il viaggio più lungo - 16 giorni negli Usa (mese di ottobre)

Una delle esperienze più intense della mia vita di viaggiatrice: molti aerei da prendere, formula fly&drive per le rotte interne, centinaia di chilometri da percorrere in auto/aereo e almeno 3 fasce climatiche da attraversare! Poiché è stato il mio viaggio di nozze, organizzato e regalato da parenti e amici, sapevo che la valigia sarebbe stata complessa: si passava dalle catene di motel agli alberghi a 5 stelle, con ritmi molto serrati per poter vedere tutto. Dalla mia esperienza, ecco 10 consigli su cosa fare (e cosa non fare):

1) Portare vestiti comodi: vi è concesso un solo outfit elegante, per le serate speciali. Il resto del viaggio sarà faticoso, veloce ed emozionante: non rendiamolo scomodo con magliette delicate, pizzi, gonne strette o altri elementi che non siano robusti e più difficili da sporcare (no al bianco!).
2) Le scarpe sono le vostre migliori amiche: sceglietele comode e robuste! Non vorrete ritrovarvi con le vesciche nel bel mezzo del Bryce Canyon, vero?
3) Impermeabile=indispensabile: con l'attraverso di varie fasce climatiche 
4) Tecnologia: non dimenticate di caricare ogni giorno i vostri dispositivi (cellulare, macchina fotografica, telecamera) per non ritrovarvi nel bel mezzo di una bellissima esperienza con la macchina fotografica scarica (per es. sul giro in elicottero attraverso il Gran Canyon)!
5) Le medicine indispensabili: fatevi un kit personalizzato di pronto soccorso, tenendo ben presente i vostri punti deboli. Soffrite di mal di gola e avete il vostro antibiotico usuale? Portatelo. Lo stomaco è il vostro punto debole? Via con fermenti e anti-diarroico. E' la cistite che vi affligge praticamente ogni mese? Bustine di antibiotico specifico a go-go. Potrebbe non essere così facile reperire il vostro medicinale (o avere lo stesso nome in Europa). Non dimenticate che gli ospedali negli Usa sono carissimi e anche se avete l'assicurazione di viaggio potrebbe non coprire tutto (true story).
6) Meno è meglio: avere tanti oggetti tra beauty-case e scarpe/vestiti significa solo aumentare il rischio di dimenticarveli tra una stanza di albergo e un'altra (ovviamente, è successo anche questo!).
7) Shopping selvaggio (con un occhio al peso delle valigie): fate una lista di ciò che volete acquistare, con un elenco di priorità anche perché non potete caricare troppo da un volo all'altro. Cercate nel vostro itinerario di mettere alla fine le città-shopping (su tutte, New York). 
8) Non si può avere tutto: rinunciate a qualcosa da portare in valigia per non costringere i vostri compagni di viaggio a portarvi e scaricarvi le borse pesantissime in continuazione. Il mio consiglio sul versante beauty è uno di tutto: una crema multiuso (per corpo e viso), uno shampoo/bagnoschiuma, un fondotinta, un mascara minisize, una cipria compatta, un rossetto da usare anche come blush, ombretto in crema (vi permette di fare a meno dei pennelli), un eye-liner, max 2 pennelli. Così avrete la scusa per darvi alla pazza gioia del punto 7!
9) Studiate prima di partire: soprattutto se il tempo è poco, leggete prima le guide per selezionare ciò che vi interessa (musei o passeggiate naturalistiche?). E' utile anche per capire le usanze del luogo, come la famosa "mancia obbligatoria" negli Usa.
10) Carta di credito: ok, forse non dovrete fare come il cliente davanti a me in fila al bar che ha pagato con la carta di credito 1 dollaro di caffè, ma la carta di credito vi salverà la vita più volte. Dal noleggio dell'auto alla garanzia in ogni hotel, dall'ospedale al souvenir.




Il mio itinerario partiva da San Francisco (volo diretto da Roma), poi volo per Phoenix e auto attraverso il Gran Canyon, Bryce Canyon e Lake Powell. Infine, Las Vegas. Dopo, volo per New York e ritorno a casa.

Lake Powell

New York

Bryce Canyon


Grand Canyon


Le mille luci della Big Apple


On the road


Il bolide (con il cambio automatico!)

E voi? Dove andrete di bello questa estate? Qual è stato il vostro viaggio più avventuroso? Fatemi sognare nei commenti!

Alla prossima!

sabato 16 luglio 2016

L'angolo del lettore

Ciao a tutte!
L'estate per me significa letture e ho pensato di inaugurare una nuova rubrica: L'angolo del lettore. Fin da piccola ho sempre amato leggere e ho divorato decine e decine di libri negli anni. Finché non ho iniziato a lavorare, la mia media di libri era almeno un paio al mese, con punte di 4/5 in estate. Ho così accumulato una certa esperienza in questo campo e una certa eterogeneità nelle mia bibliofilia.


Libri+yankee candle... cosa volere di più? Si possono notare libri per bambini, edizioni uscite dai giornali, classici gialli in lingua inglese (amato Sherlock) e qualche perla rara di libri di lusso (regali preziosi);

Nel corso dei miei numerosi traslochi ("Non sono gli anni, baby, sono i chilometri", cit.) qualcosa ho anche perso, altro ho dimenticato, regalato oppure lasciato dai miei. Ho selezionato accuratamente cosa portare con me perché, ahimè, lo spazio è tiranno e non potevo avere una casa di soli libri! Per fortuna, è venuta in mio soccorso la tecnologia e, dopo le prime resistenze, ho il mio Kobo e il mio Ipad che già, in pochi mesi, contengono più libri della Biblioteca di Alessandria.

Questa estate, per la prima volta dopo due anni, non ho libri universitari da leggere e studiare (qui capirete di cosa parlo) e mi sono dedicata a letture più leggere. Si fa per dire.

La prima è una scrittrice canadese, Alice Munro premio Nobel per la letteratura nel 2013. Era a me già nota per il suo stile asciutto e descrittivo e ho voluto approfondire con questo volume più recente della sua produzione letteraria. Le sue opere, infatti, sono raccolte di racconti lunghi, accomunati dall'immancabile ambientazione nella campagna canadese. In questo Danza delle ombre felici abbiamo 15 racconti che sono altrettanti tranche de vie nella vita piuttosto ordinaria di coppie, amanti, famiglie. Il punto di vista è sempre diverso: una ragazzina che vive in una fattoria e che si ribella alla sua condizione di femmina; una donna che cerca di ritagliarsi una stanza tutta per sé (come già anni prima aveva auspicato un'altra grande scrittrice, Virginia Woolf) nella vita quotidiana di moglie e madre; due ragazzi che si ritrovano in una sperduta cittadina del Canada e cercano compagnia femminile, lanciando uno sguardo su esistenze squallide e disperate.
Succede poco, pochissimo in questi racconti: frammenti di vite quasi sempre povere o poverissime, incontri inaspettati che cambiano il corso di un'esistenza, disperazioni che si incontrano per un breve istante. Non c'è però catarsi né tantomeno riscatto nelle esistenze raccontate dalla Munro.
Ciò che mi è piaciuto di più dei suoi racconti è proprio questo senso di sospensione, l'idea che la tua vita può cambiare in un attimo e che per quanto tu cerchi di scappare non fuggirai mai da te stesso.
Lo stile è ricco di descrizioni ma piuttosto asciutto, estremamente realistico. In pochi tratti l'autrice racconta un acuto ritratto psicologico dei personaggi: di particolare finezza è, nel racconto Maschi e femmine, la trasformazione della protagonista (voce narrante) da bambina ad adolescente e la sua ribellione alla condizione di donna in un mondo maschile (e maschilista).


"- Non importa, - disse mio padre. Pronunciò con rassegnazione e perfino buonumore le parole che mi avrebbero assolta e liquidata per sempre. - E' soltanto una femmina, - disse. Non protestai, nemmeno in cuor mio. Forse era vero."

L'altro autore di cui ho iniziato a leggere qualche anno fa ogni libro che pubblicasse è dell'altra parte del mondo, lo scrittore giapponese Haraki Murakami, più volte candidato al premio Nobel.
Siamo in un altro pianeta: romanzi, per di più lunghissimi, ricchi di personaggi insoliti e di un genere quasi fantascientifico. Questo romanzo, Kafka sulla spiaggia, è uno dei suoi grandi successi, ormai di diversi anni fa. Il genere è indefinibile: si parla di realismo magico (simile a quello della letteratura sudamericana, come i romanzi di Marquez) in versione nipponica.
E' l'opposto della Munro, non solo geograficamente ma anche come stile, sensibilità, psicologia. Tutto è trattenuto, chiuso, impenetrabile nei romanzi di Murakami. Spesso, come in questo caso, è un'opera a più voci: ogni capitolo dà spazio e voce a un personaggio, anche se il protagonista è sempre ben definito. Maschio, di età variabile (in Kafka sulla spiaggia è un adolescente scappato di casa) ma di solito giovane, autosufficiente in ogni suo aspetto (da quello sentimentale a quello lavorativo), segnati o feriti da un profondo dolore a cui reagiscono con freddezza apparente. Algido e asettico è anche lo stile dello scrittore nipponico, innamorato del cibo e del sesso: abbondano le minuziose descrizioni sia dell'uno che dell'altro, in uno stile raggelato e distaccato. Un quindicenne, abbandonato dalla madre e dalla sorella, fugge dal padre-padrone, artista affermato e sadico che gli ha lanciato la terribile maledizione edipica: egli ucciderà il padre e si accoppierà con la madre e la sorella. Il ragazzo sceglie uno pseudonimo, Kafka, e inizia il suo viaggio attraverso il Giappone. Troverà rifugio in una splendida biblioteca dove riceverà l'aiuto di un personaggio uomo-donna e di una bellissima donna (che forse è la madre perduta). La vicenda di base, raccontata con realismo, si intreccia alla storia di un viaggio parallelo compiuto da uno strano anziano che parla con i gatti e un giovane camionista che lo accompagna. Il tutto, sullo sfondo di una misteriosa apparizione (forse alieni, forse esperimenti militari) avvenuta nel 1944 e i cui effetti arrivano fino al Giappone moderno e alle vicende dei personaggi. Magia, religione, mito e sogno si intrecciano in una scrittura affascinante e personaggi enigmatici. Difficile forse pensare a qualcosa di più lontano dalla sensibilità occidentale: questi personaggi maschili a metà strada tra un superuomo nietzschiano e la fragilità dell'uomo moderno, smarrito in un mondo insensato. Murakami non prova a mettere ordine nel caos della terra: proprio quando la verità sembra a portata di mano, quando tutti i pezzi sembrano combaciare, ecco che i contorni della vicenda sfumano, perdono di definizione e giungere a una conclusione non ha più importanza.


"Tutti perdiamo continuamente tante cose importanti, - dice quando la suoneria del telefono si è placata. - Occasioni preziose, possibilità, emozioni irripetibili. Vivere significa anche questo. Ma ognuno di noi nella propria testa - sì, io immagino che sia nella testa - ha una piccola stanza dove può conservare tutte queste cose in forma di ricordi. [...] Ognuno, in un modo o nell'altro, ha bisogno di un luogo a cui appartenere."

E voi? Avete letto qualcosa di questi due autori? Libri da consigliare per questa estate? Fatemi sapere nei commenti!

Alla prossima!

sabato 9 luglio 2016

Lush III parte - Saponi

Ciao a tutte!
Eccoci al terzo appuntamento con i miei prodotti preferiti della Lush (i primi episodi li trovate qui e qui). Considerando la mia lentezza nell'aggiornare questi post, questa saga diventerà più lunga di Harry Potter e Il signore degli anelli messi insieme...
Questa volta si parla di saponi: forse mi sono fatta prendere la mano e ne ho preso giusto un paio. Più o meno. Ecco il mio bottino!


Dall'alto a sinistra: Salt and peppermit bank, Non si mangia, Sapone di mare, Old father time, Yog nog, Snakes and ladders fun;

Alcuni sono LE e non sono sicura si possano ancora trovare. Alcune caratteristiche, però, sono comuni a molti saponi Lush e facilmente potrebbero essere riproposti nelle prossime LE o in permanente.
Salt and peppermit bank è uno scrub per il corpo: è piuttosto ruvido e i granuli sono abbastanza grandi, per cui lo sconsiglio sul viso o su una pelle molto delicata. Ha un profumo fresco che non persiste e l'ho usato con soddisfazione sui punti più ostinati (gomiti e ginocchia) per eliminare la ruvidità. Funziona anche come pre-depilazione per evitare i peli incarniti (se usate il rasoio).
Non si mangia è uno dei best-seller della Lush: dolcissimo e persistente, lascia sulla pelle un profumo meraviglioso al miele. È la mia saponetta preferita sotto la doccia. In caso di emerge funziona anche per il viso, senza seccare troppo la pelle (la mia è mista). 
Sapone di mare, il più bello di tutti: con i suoi colori blu, azzurrino e celeste è quasi un peccato da usare. Oltre a questo, è ottimo su tutto il corpo, ha un profumo fresco e lascia la pelle morbida.
Old father time: si sentono tutti i profumi della natura, la salvia e il timo, il ribes rosso e la mirra. E' una sferzata di energia, non secca particolarmente la pelle e lascia un profumo delicato.
Yog nog, ovvero il sapone-crema pasticciera: ha un profumo dolce inebriante e persistente. Lascia la pelle morbidissima e nutrita, anche in inverno. L'unica controindicazione è che dopo vi lascerà una voglia di dolce a cui sarà difficile resistere! 
Snakes and ladders fun è stato una scoperta: un sapone multiuso che si stacca a pezzetti e poi si può usare su corpo e capelli indifferentemente. Molto comodo in viaggio, penso lo porterò questa estate in vacanza per risparmiare spazio. I profumi sono diversi a seconda della "striscia" che staccate ma sono tutti molto gradevoli e con un buon potere lavante.

E voi? Usate i saponi Lush? Preferite i docciaschiuma/bagnoschiuma/gelatine? Quale di questi vi ispira di più? Siete riuscite a prendere qualche LE Lush questo inverno? Fatemi sapere nei commenti!

Alla prossima!